11-10-2006

Hit parade

Boh. Sentivo tutta questa polemica su Edelman e Technorati, sul fatto di considerare i blogger più influenti sulla base dei link e blablabla.
Poi sapete che mi son detto? Che a me tutto sto discorso della popolarità proprio non interessa. È un modo di pensare ancora così old media, insomma, siamo nel ventunesimo secolo, perché non ce ne liberiamo?

Il concetto stesso di audience è vecchio, stantio, puzza di morto. L’influenza non si calcola sui grandi numeri della massa. È un dato soggettivo, ognuno di noi ha i suoi riferimenti, è insensato pensare ai più influenti d’Italia. Douglas Adams l’aveva capito, ma chissà come mai il fatto che ci abbia lasciato non basta a far sì che venga, una buona volta, ascoltato.

One of the most important things you learn from the internet is that there is no ‘them’ out there. It’s just an awful lot of ‘us’.

Se fossi stato invitato al famigerato convegno, avrei avuto solo una domanda.

Perché?

08-10-2006

Blogrolling e dono

Gaspar scrive la sua sul blogroll, e Massimo lo commenta.
La soluzione del blogroll in un’altra pagina non piace né a uno, né all’altro. Ci vedono una furbata fatta per aumentare il pagerank a danno degli altri.
Ora, purtroppo io non mi intendo così tanto di SEO, però quando ho iniziato a pensare che il blogroll non mi convinceva più del tutto, l’ho fatto senza minimamente pensare agli astrusi calcoli di Google, ma in un’ottica esclusivamente sociale.

Il fatto è che io ho davvero tante persone da segnalare nel mio blogroll, e, come dicevo nel post precedente, si crea quel problema di sovraccarico informativo che non influirà sul pagerank di Google dei blog che ho deciso di linkare, ma piuttosto su un piano sociale: chi mi visita sarà più invogliato a provare a cliccare sul blogroll se vede dieci link, o se ne vede cinquanta? E se i link diventano cento, come facciamo a farli stare tutti nella home?

Ora, io ritengo molto più importante la segnalazione in sé che il regalino di Pagerank basato su un algoritmo deciso da altri. Proprio per questo vado nella direzione di regalare un link a tutti quelli che, secondo me, lo meritano. E di fare in modo che chi mi visita sia invogliato a visitare anche altri.
Per ora la scelta dei link visibili in homepage, nella mia nuova casetta di prossima apertura, è affidata al caso. Mi piacerebbe che, attraverso il web semantico, fosse possibile, un giorno, correlarli al post, o evidenziare quelli che in un dato momento mi stanno dando più idee e spunti.

Con buona pace di Google e del pagerank.

07-10-2006

Ripensando il blogroll

Dal momento che il buon Antonio mi ha incastrato, suppongo di dover lanciare qualche idea su come ripensare il blogroll. Durante questa settimana sono venute fuori un sacco di cose, si è parlato di bridging e bonding più di quanto ci si potesse aspettare e, come spesso accade in rete, si sono sviluppate tante belle idee.

Inizio allora col dire che non credo che il blogroll vada eliminato. Come osservava Gaspar è invece uno strumento importantissimo per dare valore a persone che conosciamo. Un link nel blogroll è un dono di fiducia, su questo non ci piove. I problemi possono al limite essere altri: un’eccessiva cristallizzazione dei link può portare ad aumentare il bonding di un gruppo, e la presenza di un numero troppo alto di collegamenti, ne riduce l’efficacia.

Proprio su questo punto mi è tornata in mente una frase di Leeander, che diceva che è triste se stiamo diventando avari di click, perché è come diventare avari di sorrisi. Io credo che non stiamo diventando avari. Mi sa invece che il problema è un altro; quando uno apre un blog aggiunge tutte le conoscenze che fa via via nel blogroll. Quando questo inizia a cristallizzarsi, il numero di link che contiene è già piuttosto elevato. Moltiplicatelo per l’enorme quantità di blog esistenti e avrete un sistema troppo complesso per la nostra mente. Un’enormità di link tutti con lo stesso peso non fa che disorientarci e rendere difficile la scelta. E quando la scelta è troppo difficile, tendiamo a non scegliere del tutto.

Allora secondo me il primo passo per ripensare il blogroll dovrebbe essere orientato a rendere meno complesso l’ambiente dei link.
Per esempio una scelta che ho fatto nella nuova casetta che mi sto costruendo è stata quella di mettere in homepage solo una selezione random dei link nel blogroll. In home vengono mostrati solo cinque link a caso, per aumentare un po’ l’effetto serendipity.
All’interno, invece, il blogroll è ancora quello classico, ma ordinato in una pagina tutta sua, proprio come fa Andrea. Il vezzo mio è stato di dividere i link in “bridging” e “bonding”, dato che la cosa sembra diventata un tormentone. Ma giuro che poi la smetto :)

Quella che ho scelto non è la soluzione ideale, ma è secondo me un passettino in direzione di una migliore usabilità del blogroll. Mi piacerebbe molto sapere implementare una linkcloud, come suggeriva Totanus, ma qui il problema si complica: su cosa basare l’importanza dei link? Potrebbe essere l’attenzione che riserviamo al singolo sito, ma come rilevarla? Non rischiamo di tornare al problema del bonding?

06-10-2006

Bravo Marco!

Ho appena visto la presentazione fatta da Marco Montemagno in occasione dell’incontro su blog e aziende all’interno di SMAU 2006.
Non posso che applaudire Marco per lo splendido lavoro. La sua presentazione è un capolavoro comunicativo, efficace in ogni sua parte. Oggi in Italia nessuno fa slideshow così, nemmeno le persone che si occupano direttamente di marketing. E invece da Marco c’è da imparare, e tanto, su come veicolare correttamente un messaggio complesso senza fare addormentare la platea.
Tanto per cominciare liberandosi dalla schiavitù dell’elenco puntato, per dirne una. Oltretutto sembra (non ne ho la certezza) che Marco abbia fatto uno show temporizzato, senza telecomandi nè tantomeno viaggi verso il computer per premere la barra spazio, guadagnandone (paradossalmente!) in spontaneità, pur rischiando qualcosa in caso di problemi.
Ho un solo, piccolo appunto da fare a Marco. In certi casi si poteva curare un po’ di più la parte grafica, magari andando a scontornare le fotografie evitando i riquadroni bianchi. Ma siamo davvero a cercare il pelo nell’uovo.
Ancora bravissimo.

04-10-2006

Non è solo pigrizia.

Wordpress ci mette del suo. La gestione dei link fa acqua da tutte le parti.
- l’import dell’OPML mi rifiuta anche un file da 32 k dicendo che è troppo grosso
- se sbagli qualcosa non puoi cancellare in massa i link, devi farlo uno per uno
- la cancellazione dei link singoli è lenta, macchinosa e spesso non funziona.

Dammit!