Oggi e domani sono i giorni dedicati alla campagna sociale Stand Up, per combattere la povertà nel mondo.
Molto belli i manifesti creati per l’occasione.
Oggi e domani sono i giorni dedicati alla campagna sociale Stand Up, per combattere la povertà nel mondo.
Molto belli i manifesti creati per l’occasione.
Ok, don’t blame me per il titolo, davvero non mi veniva in mente nulla di meglio, e poi Vox Populi sarebbe stato ancora peggio.
Tutto questo per dire che ho provato Vox, la piattaforma di blogging di Six Apart a loro dire così innovativa da cambiare il concetto stesso di blog.
Ora, devo dire che i coniugi Trott a me non è che siano mai stati simpatici, un po’ per quella sottile invidia verso chi dal nulla riesce a creare un’azienda che funziona, ma soprattutto per la politica di pricing delle loro piattaforme di blogging, esageratamente care e comunque inferiori ad altre soluzioni (chi ha detto Wordpress?)
E ad una prima occhiata Vox non ha nulla di così rivoluzionario: si tratta di un motore per blog con in più la possibilità di aggregare foto, brani audio e video, e soprattutto di creare un network di conoscenze decidendo quali informazioni rendere visibili e a chi.
Eppure la prova che ho fatto mi ha convinto, e anche molto. Di certo Vox non va visto con gli occhi di un utente esperto: nulla di nuovo sotto il sole per chi ogni giorno armeggia con feed RSS, badge di Flickr, aggregatori e compagnia cantante.
Ma i meriti dell’applicazione sono ben altri: qui si semplifica ulteriormente il concetto di blog, offrendo all’utente un’interfaccia semplice e user friendly, e soprattutto integrata con servizi esterni (Flickr e Amazon, ad esempio) per creare un sito personale ben costruito e graficamente appagante. In questo Vox sembra più vicino a piattaforme come MySpace, con l’aggiunta, però, di un design al passo con i tempi e conforme alle specifiche. Grazie all’intervento di Ajax ogni operazione è semplicissima da completare, e non è necessaria nemmeno una conoscenza base del codice HTML: tutto viene eseguito attraverso l’interfaccia grafica, con un semplicità che a tratti sorprende.
Insomma, si tratta di un interessante esperimento per avvicinare tutta quella massa di utenti Internet non esperti al mondo delle applicazioni sociali; se verrà ben gestito, Vox potrebbe presto diventare uno dei protagonisti della rete.
Al momento Vox è in fase di beta testing; è possibile richiedere un invito alla piattaforma per provarla, ma non è chiaro se diventerà poi a pagamento e in che termini. Io ho creato una mia pagina personale, che potete trovare qui. Se vi iscrivete alla piattaforma (io ho 4 inviti, ma potete richiederli direttamente dal sito) Segnatemi nel neighborhood, mi raccomando.