07-10-2006

Ripensando il blogroll

Dal momento che il buon Antonio mi ha incastrato, suppongo di dover lanciare qualche idea su come ripensare il blogroll. Durante questa settimana sono venute fuori un sacco di cose, si è parlato di bridging e bonding più di quanto ci si potesse aspettare e, come spesso accade in rete, si sono sviluppate tante belle idee.

Inizio allora col dire che non credo che il blogroll vada eliminato. Come osservava Gaspar è invece uno strumento importantissimo per dare valore a persone che conosciamo. Un link nel blogroll è un dono di fiducia, su questo non ci piove. I problemi possono al limite essere altri: un’eccessiva cristallizzazione dei link può portare ad aumentare il bonding di un gruppo, e la presenza di un numero troppo alto di collegamenti, ne riduce l’efficacia.

Proprio su questo punto mi è tornata in mente una frase di Leeander, che diceva che è triste se stiamo diventando avari di click, perché è come diventare avari di sorrisi. Io credo che non stiamo diventando avari. Mi sa invece che il problema è un altro; quando uno apre un blog aggiunge tutte le conoscenze che fa via via nel blogroll. Quando questo inizia a cristallizzarsi, il numero di link che contiene è già piuttosto elevato. Moltiplicatelo per l’enorme quantità di blog esistenti e avrete un sistema troppo complesso per la nostra mente. Un’enormità di link tutti con lo stesso peso non fa che disorientarci e rendere difficile la scelta. E quando la scelta è troppo difficile, tendiamo a non scegliere del tutto.

Allora secondo me il primo passo per ripensare il blogroll dovrebbe essere orientato a rendere meno complesso l’ambiente dei link.
Per esempio una scelta che ho fatto nella nuova casetta che mi sto costruendo è stata quella di mettere in homepage solo una selezione random dei link nel blogroll. In home vengono mostrati solo cinque link a caso, per aumentare un po’ l’effetto serendipity.
All’interno, invece, il blogroll è ancora quello classico, ma ordinato in una pagina tutta sua, proprio come fa Andrea. Il vezzo mio è stato di dividere i link in “bridging” e “bonding”, dato che la cosa sembra diventata un tormentone. Ma giuro che poi la smetto :)

Quella che ho scelto non è la soluzione ideale, ma è secondo me un passettino in direzione di una migliore usabilità del blogroll. Mi piacerebbe molto sapere implementare una linkcloud, come suggeriva Totanus, ma qui il problema si complica: su cosa basare l’importanza dei link? Potrebbe essere l’attenzione che riserviamo al singolo sito, ma come rilevarla? Non rischiamo di tornare al problema del bonding?

5 assaggi

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  1. Molto interessante l’idea, sono curioso di provarla su strada.. Ed è bello che agli scambi di idee faccia seguito la sperimentazione vera e propria.

    Comment by Stephen — 07-10-2006 @ 11:15

  2. io l’ho tolto un paio di settimane fa, pensando di rivitalizzarlo subito in altro modo. purtroppo il paio di cose che volevo fare non sono ancora riuscito a farle, e quindi sono senza blogroll.

    (nessuno s’è ancora lamentato, però)

    Comment by eiochemipensavo — 07-10-2006 @ 11:47

  3. Ciao Federico, non pensavo a un sistema pesato se non in base alla frequenza nel tempo (se ti cito 10 volte in 3 giorni significherà ben che ti leggo). Poi si possono usare i microformati per definire il tipo di link (positivo o negativo) e se vuoi anche il peso.

    Comment by Matteo — 07-10-2006 @ 12:26

  4. Sì, direi che quella è la strada da percorrere…

    Comment by kurai — 07-10-2006 @ 12:37

  5. Anche se tecnicamente non riesco ancora, ho postato la mia visione di blogroll sul mio sito: qui.
    In parole povere: taggare i post con blog inerenti e farne una blogcloud.
    Purtroppo credo che il problema del bonding/bridging sia di chi scrive, e non di tecniche.

    Comment by Oscar — 07-10-2006 @ 15:04

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