C’era un tempo di film di fantascienza a basso costo, fatti di alieni from outer space, di mostri radioattivi, di sensuali dark-lady.
Era un cinema ingenuo, commerciale e pop fino al midollo, regno di antieroi come Ed Wood. Non c’erano budget milionari, né effetti speciali; solo un accorato appello allo spettatore, che accettasse quel patto, che credesse per due ore alla magia, che sospendesse la sua naturale incredulità.
E oggi c’è un certo Larry Blamire, che armato di una telecamera mini DV, di uno scheletro rubato a qualche laboratorio di scienze e di poco altro gira The Lost Skeleton of Cadavra, con la voglia di omaggiare quel filone che esplose negli anni ‘50. Un minestrone di tutto quanto è Sci-Fi, trash fino al midollo, con attori spesso imbarazzanti e dialoghi al limite del demenziale.
The Lost Skeleton of Cadavra è un film eccessivo: a tratti parodistico, a tratti nostalgico, porta all’iperbole ogni cliché del genere, esaspera ogni tratto caratteristico, ma sempre con gli occhi di chi ha amato i tempi dei drive-in. A volte la pellicola fatica a scorrere, c’è la sensazione che si sia voluto mettere proprio tutto l’immaginario sci-fi a discapito di un po’ più di velocità nello svolgimento, ma nel complesso si tratta di un buon prodotto.
Da vedere se vi mancano i film anni ‘50, se ne avete le palle piene di tutti ’sti effetti speciali e se siete spiritosi e di mente aperta.
Da evitare, invece, se robe come il remake di Godzilla (eresia!) e le pellicole di Roland Emmerich sono il vostro pane quotidiano, e soprattutto se l’ironia vi fa difetto.




