Suzukimaruti parla del nuovo servizio Amazon Unbox, che precede di una settimana scarsa il probabile aggiornamento di iTunes Music Store verso i contenuti video.
La sua descrizione non risparmia alcune frecciate verso la piattaforma Apple e i suoi utenti, ma non è questo il problema. Il fatto è che Unbound, sbandierato come primo vero servizio innovativo per la distribuzione di film e serie tv in formato digitale, è ben lontano da un modello di business equo per tutta una serie di motivi.
Innanzitutto Unbox non è un servizio libero ed elastico: la riproduzione del video è vincolata al solo player di Amazon, e limitata alla piattaforma Windows. Il tutto è basato infatti su Windows Media Video, e, sebbene venga offerta gratuitamente la possibilità di scaricare, unitamente al formato desktop, anche quello per dispositivi portatili, è ovvio che così sia tagliata fuori buona parte dell’utenza.
Non solo, non ci viene permesso di creare un DVD video dal film che abbiamo comprato, ma soltanto di archiviarlo. Il prezzo, poi, è discutibile: 3.99$ per un noleggio di 30 giorni sembrerebbero più che equi. Peccato che, una volta iniziato a guardare il film, la sua durata si riduca a 24 ore. La brutta notizia è che alcuni video arrivano a costare, per il “noleggio”, l’assurda cifra di 9.99$. Per la vendita le cose vanno meglio, ma nemmeno tanto. Con prezzi che variano tra gli otto e i sedici dollari non si capisce dove sia la convenienza: ci troviamo in una fascia solo di poco inferiore a quella del DVD, ma senza la possibilità di avere il supporto fisico e soprattutto senza gli extra offerti dal DVD: niente contenuti speciali, niente lingue, niente sottotitoli.
Per quanto riguarda il download rimando all’interessante pezzo di Dave Taylor, che ha provato il servizio e ha rilevato velocità non proprio incoraggianti. Traduco qui la parte più interessante in proposito, a beneficio di chi non mastica l’inglese:
Dopo due minuti di connessione via cavo, sono solo all’1,3% di questo episodio da 44 minuti, che quindi stimo richiederà un download di 153 minuti, vale a dire due ore e mezza. Ciò significa che un film medio da 120 minuti richiederà quasi sette ore. È questa la banda larga?
Come vado ripetendo da tempo il grosso problema di tutti questi servizi è quello di utilizzare formati proprietari non multipiattaforma. Se almeno Apple, pur rimanendo legata all’accoppiata iTunes/iPod, non esclude gli utenti Windows, è decisamente criticabile la scelta di Amazon, che, utilizzando formati più liberi del peraltro scadente Wmv, avrebbe potuto aprirsi anche ad altre piattaforme. Come Linux, a cui nessuno pensa, ma che prima o poi dovrà essere tenuto in conto. Vedremo martedì la risposta di Apple, anche se aperture in questo senso sono poco probabili.




