25-08-2006

A volte si esagera, però

Non che voglia dare la colpa a Maria Volpe, la giornalista del Corriere che ha scritto il pezzo incriminato.
Probabilmente la definizione l’ha sentita da qualcun altro.
Sia come sia, anche il solo pensiero di poter paragonare la De Filippi a Carlo Freccero mi sembra di un assurdo senza precedenti.

24-08-2006

Anche io ho la mia crociata

Diversamente pianeta

Perché togliere di mezzo Plutone?
Non è giusto. Sarà anche una palletta di ghiaccio, ma è il guardiano dell’inferno, non puoi cacciarlo così dal sistema solare.
Quasi apro una petizione per riabilitare Plutone.

Update: dopo il commento di Marcoz, e in riferimento a uno scambio di battute sul blog di Yoshi ho deciso di creare uno pseudobannerino molto slick, molto uèbduepuntozero e di apporlo in testa al post, qui. Così, per rompere le balle :)

23-08-2006

Della privacy

Mi trovo spesso a pensare che, al di là dei giudizi di valore, sia innegabile che le tecnologie di rete ci stanno portando a ridefinire un concetto radicato e importante come quello di privacy.
Sappiamo bene che tutto quello che decidiamo di condividere rimarrà qui, a disposizione di chiunque abbia la voglia di andarselo a cercare. Ne parlava Mafe dei Maestrini in un bel post di qualche tempo fa, che, li avverto en passant, ho citato nella mia tesi.
Oggi Sergio ha deciso di rendere pubblico un blog aperto perché diventasse il diario della vita del suo bimbo, da ancora prima che nascesse. Quando si dice il blog come dono. Mi ha colpito molto una frase di Sergio scritta nel primo post di quel blog. Dice:

Più che mai credo che la condivisione della propria vita, e quindi anche di sentimenti personali e di percorsi intensi come una gravidanza, abbia un valore collettivo che è stato sottovalutato in questi ultimi decenni. C’è modo e modo di essere riservati, c’è modo e modo di pensare la propria esistenza in relazione a una comunità di simili, c’è modo e modo di dare un senso alle proprie esperienze. Pubblico, nel mondo di Internet, è una dimensione che ha poco a che vedere tanto con il bar quanto con i giornali: è una via di mezzo di gran lunga più personale di quel che si pensa, e che tra l’altro seleziona da sé gli incontri che vale la pena fare.

Ecco. Secondo me Sergio ha colto un punto importante. È giusto preoccuparsi per le violazioni della privacy che possono essere perpetrate attraverso la rete, ma è altrettanto giusto ragionare e vedere quel che di buono può portarci una nuova concezione che, volenti o nolenti, dovremo imparare presto a fare nostra. E credo che il piccolo Giorgio, quando sarà cresciuto, saprà apprezzare lo splendido regalo che gli ha fatto il suo papà.

21-08-2006

L’ombra ha parlato

Una telefonata. Ad un’agente sulle tracce dell’ombra.
Chi sarà l’agente? Chi sarà l’ombra? Da queste parti si ascolta e si mettono insieme i pezzi.


powered by ODEO

Ma per avere la visione d’insieme, per capire ogni particolare, la cosa migliore è seguire il thriller team. Qui c’è il file OPML* dei componenti della squadra, ma si può anche partire da qui per vedere di capire qualcosa di più. Qualcuno ci osserva, ed è pronto a colpire.

19-08-2006

Professionisti precari

Devo ringraziare Luca De Biase per questo post sui giovani e la precarietà.
Ho parlato spesso su questo blog delle mie difficoltà e dei miei timori da trentenne che ha ripreso gli studi dopo sei anni di lavoro. Sei anni da game designer che non mi hanno permesso di staccarmi dai miei (dalle mie parti con novecento euro/mese fai ben poco), e soprattutto non mi hanno insegnato poi molto professionalmente. Capisco che il mondo dei videogiochi sia particolare, e proprio per questo non ho alcuna intenzione di ricalcare le orme del passato, ma mi sembra che anche fuori, dove la gente fa lavori veri le cose non vadano molto meglio.

Però rispetto a prima di iniziare l’università qualcosa è cambiato. Esco alla ricerca di lavoro con molta più voglia di fare, più energia e maggiore fiducia in me stesso, trovate grazie a tre anni che mi hanno fatto crescere come non mai (e qua è d’obbligo ringraziare anche una certa persona, che ha saputo spronarmi e farmi capire quanto valgo); ma soprattutto con una dose di ottimismo, che potrà anche risolversi in facciate contro i muri della realtà, ma che di certo serve per cominciare e diventare, come osserva Luca, un migliore imprenditore di me stesso.

È vero, deve cambiare l’economia, e devono cambiare molte cose. Ma è anche ora che noi trentaqualcosa muoviamo le chiappe e ci prendiamo la fetta di mondo che ci spetta di diritto. Vediamo quel che si può fare. Grazie ancora, Luca.