30-08-2006

La più bella del reame

Ridendo e scherzando domani è il Blog Day. Avevo voglia di scrivere due-tre riflessioni in proposito, ma come spesso accade alcuni eventi hanno un po’ modificato la natura di quello che volevo scrivere.

Perché il blog day è un’iniziativa intelligente?

Tocca nuovamente citare Robert Putnam e la sua teoria del capitale sociale. Secondo lo studioso americano il capitale sociale è caratterizzato dalla compresenza di due aspetti che chiama bridging e bonding. Il primo indica la ricerca di legami sociali verso l’esterno del gruppo, mentre il secondo il rafforzarsi dei legami interni. Va da sé che più è alto il bonding all’interno di un gruppo, maggiore è la chiusura dello stesso nei confronti del resto della società.
Questo accade naturalmente anche nella società che interessa a noi, ovvero in quella che si sviluppa in rete. È sempre acceso il dibattito sulla blogosfera, che si dice favorisca il formarsi di gruppi chiusi che discutono tra loro più che di società aperte al dialogo e all’interazione interculturale. In realtà ritengo che la rete, di per sè, non favorisca intrinsecamente né il bridging né il bonding; siamo noi, con le nostre naturali inclinazioni alla vita sociale, a dare priorità all’una o all’altra caratteristica. Di certo la facilità con cui si possono creare conversazioni e collegamenti mi fa pensare che ponti più o meno deboli tra i vari cluster che compongono la sfera vengano gettati con una facilità maggiore che in altre situazioni, ma è solo una sensazione.

Il Blog Day è un’iniziativa intelligente proprio perché indirizzata a favorire il bridging. Ci ricorda che è una buona cosa guardarci in giro e stabilire contatti anche con chi non la pensa necessariamente come noi. Il blogroll potrebbe essere un modo molto efficiente di creare ponti se cambiasse struttura, ma questo magari potrà essere argomento di un altro post.

Succede che da qualche giorno Macchianera, che è un blog molto seguito, ha lanciato un’iniziativa che in qualche modo strizza l’occhio al Blog Day. Si tratta del Blog Award, una sorta di premio per i blog ritenuti migliori in tutta una serie di categorie. Il concorso si struttura attraverso le segnalazioni dei commentatori del blog che si tradurranno nella scelta da parte della giuria di cinque nominati tra i quali il pubblico, mi par di capire, eleggerà il suo beniamino. Gianluca Neri assicura che il tutto è fatto per permettere al pubblico di conoscere blog nuovi, eppure nei commenti i nomi fatti sono quelli dei soliti noti. Se lo scopo è davvero quello di fare conoscere anche nuove voci al pubblico, credo che la giuria non debba limitarsi a stilare le nomination sulla base della quantità di segnalazioni, ma debba accertarsi della qualità complessiva dei blog, e inserire in nomination anche lavori magari meno conosciuti, ma di alta qualità. In questo modo si potrebbero gettare dei ponti verso l’esterno della cerchia delle cosiddette blogstar (che termine orribile, sarebbe da eliminare seduta stante), e favorire l’emergenza di nuovi attori meritevoli sulla scena. Insomma, mi piacerebbe che questi awards fossero più il Festival del Cinema di Venezia che la Notte degli Oscar. Vedremo quel che succede, ma devo dire che ho fiducia. È solo un gioco? Ma certo. Però può diventare un gioco molto utile per aprirsi a nuove realtà ed aumentare il capitale sociale della blogosfera italica.

Ho solo una perplessità. Perché non permettere le autosegnalazioni? È vero, potrebbero dar vita a ondate di spam (ma anche no, basta dire che alla seconda autosegnalazione sei fuori dai giochi), ma nello stesso tempo potrebbero portare agli occhi della giuria blog interessanti seguiti troppo poco per arrivare alla segnalazione. Tipo il mio. Just kidding. In ogni caso, non ci vedrei nulla di male, è solo marketing. E la giuria si accorgerebbe facilmente dei blog sotto la soglia di lettura. Basterebbe contare le k.