Succede ogni estate da qualche anno a questa parte e segue sempre alcune regole fisse:
- è in lingua latina, sia essa spagnola o portoghese
- ha un che di romantico/sensuale (ma forse è semplicemente un fatto legato al suono)
- è così orecchiabile da suonare quasi fastidioso
- viene da un cosiddetto one hit wonder.
Naturalmente parlo del brano-tormentone estivo in salsa latina, ormai irrinunciabile, probabilmente dai tempi in cui la cantante Rosana, famosa nella natìa Spagna, ma carneade dalle nostre parti, accompagnava la nostra estate con El Talisman. Poi seguirono i vari Tribalistas, Las Ketchup e Kaleidoscopio, più o meno dotati, ma accomunati dalla caratteristica di fare da temporanea colonna sonora alle vacanze di mare.
Ora, tutti questi pezzi hanno un’altra cosa in comune. Sono le uniche canzoni con una precisa data di scadenza. Pur magari apprezzate durante i mesi estivi, forse complice questa canicola™, il ventitrè settembre, giorno dell’equinozio autunnale, esse scadono, passando da tormentone a pezzo nonlosopportoproprio™ dell’anno.
Fateci caso.
Dimenticavo. Tutto questo perché ieri, all’Ipercoop, ho sentito per l’ennesima volta Me Voy di Julieta Venegas.




