C’è questo post di Antonio, che mi fa riflettere sui lati oscuri della comunicazione in rete, che interessano un po’ di persone, come Simone, al quale devo una risposta un po’ più articolata (ora mi manca il tempo, ma prometto che lo farò).
Per ora posso dire che credo che di vie non ce ne siano molte. O si cerca il progetto collaborativo, e allora si rischia la disonestà di qualcuno; oppure ci si chiude, rischiando di non sentire altre campane, e si porta avanti una tesi individuale. La rete non è una panacea, non serve mica per tutto. Questo potrebbe essere uno di quei casi in cui la sua utilità è limitata, perché rendere bene comune un progetto personale a cui si tiene, lo espone inevitabilmente a dei rischi.
Insomma, un bel dilemma da risolvere. Sarebbe utile se le licenze Creative Commons avessero un valore maggiore rispetto alla semplice fiducia reciproca.
Su questo problema, secondo me, varrebbe la pena di discutere.




