22-06-2006

Net-neutrality

Non posso che raccogliere l’appello di Matteo Brunati riguardo alla net-neutrality.
La possibilità che la rete possa perdere una delle sue premesse fondamentali, ovvero la neutralità, sta facendo discutere un po’ tutti. Se ne è parlato più volte, ma una volta in più non fa male. Le aziende di telecomunicazione come Telecom hanno deciso che sarebbe molto bello se la velocità della connessione venisse regolata dalla natura dei dati che stanno viaggiando in quel momento. Se sono dati importanti, beh, allora possono prendere l’autostrada.
Altrimenti no, si accontenteranno dei vicoletti intasati di traffico.

Tim Berners-Lee è il signore che ha inventato questa parte di Internet che in tanti frequentiamo, che ci diverte tanto e che ci dà tante possibilità. E sta combattendo contro le signore aziende di telecomunicazione, che non hanno inventato nulla, hanno tenuto sempre la rete in secondo piano e, ora che l’affare inizia a diventare interessante, vorrebbero guadagnare di più per meriti che non hanno.
Con la rete a due velocità, infatti, potrebbero portare facilmente la tv su protocollo IP, a pagamento e con velocità privilegiata. E chi volesse competere con quei contenuti dovrebbe pagare, e tanto. Risultato? La rete diventerebbe poco più che una TV, dove altri decidono per noi cosa è interessante e cosa no. Sulla base dei soldi.

E noi utenti? Noi abbiamo in mano il mercato, e se la cosa non ci piace, è meglio farci sentire. In questi casi, tutto ciò che si può fare è essere informati. Storicamente su Internet le imposizioni non funzionano. Ebbene, facciamo in modo che questa non sia l’eccezione che conferma la regola.
Occhi aperti.