28-04-2006

Wheee!

Wii

Wii è il nome della nuova console Nintendo.
E al di là delle congetture sul bizzarro pad, che ad alcuni piace ed altri odiano, come è logico e giusto che sia per qualcosa di così innovativo, coraggioso e diverso dal solito, mi pare ci siano alcune importanti considerazioni da fare.

Innanzitutto Nintendo non cerca, come dicono invece molti che mi sembra ancora non abbiano capito la filosofia della casa giapponese, lo scontro con le due grandi sorelle del software videoludico. Certo, è un’azienda come tutte, e vive in un mercato che vuole, come tutte, dominare.
Ma la filosofia della console, per Nintendo, è sempre stata differente rispetto alle altre due. Laddove Sony e Microsoft hanno sempre puntato tutto sulla convergenza dei media, sulla console come set-top-box, la casa di Mario è sempre rimasta concentrata sul solo aspetto ludico. Born to play, era il claim del GameCube. Nato per giocare, sotto l’egida di un logo bianco e rosso la cui promessa strizzava l’occhio ad Apple, casa con la quale ha da sempre molto in comune: Play Different.
E mentre i giocatori PC iniziavano a muovere i primi passi nei mondi sociali di Ultima e di Dark Age of Camelot, a Kyoto erano categorici: con le nostre console non si giocherà online fino a quando tutti non potranno farlo gratuitamente. Le persone pagano già per la console e per i giochi, non possono dover pagare ogni volta che con essi vogliono divertirsi. Nel frattempo usciva il Nintendo 64, prima console con quattro porte per i pad. Lo stesso è accaduto per il GameCube. Come dire: per ora, se volete divertirvi in gruppo, meglio se siete tutti assieme, a casa di un amico.
E così nascono i primi party games, come Mario Party.

Poi arriva il Nintendo DS, che più che una console portatile è un concetrato di innovazioni. Doppio schermo sensibile al tatto, ma soprattutto wi-fi, che finalmente permette il gioco sulla rete. Principe del concetto portato avanti da Nintendo è Animal Crossing, che arriva direttamente dal GameCube. Di Animal Crossing parlerò nel dettaglio non appena riuscirò a procurarmi il DS Lite (sperando sbarchi presto in Europa). Ma si tratta, sicuramente, di un nuovo modo di interpretare il videogame sociale.

Dicevamo di Wii. Wii come we. Ma anche una W che sa di wireless, e due i che, nelle intenzioni dei creativi che hanno trovato il nome, rappresentano i giocatori. I giocatori. Che si divertono insieme. Ma non è tutto qui. Wii è una parola che suona allo stesso modo in tutto il mondo, e ancora una volta dimostra come Nintendo stia guardando a un gioco che possa coinvolgere tutti.
Dal controller al nome Wii è tutta una scommessa. Ma non contro Sony e Microsoft. Questa è una scommessa di innovazione e cambiamento. Coraggiosa, come è sempre stata Nintendo.

Auguri sinceri, da un fanboy che ancora si emoziona ogni volta che il piccolo Link si sveglia, pronto per una nuova avventura.