Con la durissima legge approvata dal parlamento tedesco, che equipara il peer-to-peer al furto, si va a delineare un quadro (europeo, ma non solo) decisamente poco rassicurante.
In effetti anche la Francia, che pur sembrava schierarsi dalla parte dei consumatori esigendo un DRM aperto dalle aziende che vendono contenuti digitali, si schiera apertamente contro lo scambio di file, sia esso legale o meno, con sanzioni più morbide per chi scarica, ma durissime per chi produce software per il P2P.
Sebbene riengo che la proprietà intellettuale debba essere difesa, è evidente come sia necessaria una ridiscussione delle regole ad essa legata.
Discussione che però non deve partire tanto dai governi (che mi sembrano in questi due casi pesantemente influenzati dal volere delle major), ma da una discussione, aperta e senza pregiudizi di sorta, con i consumatori di contenuti digitali.
Le misure repressive, così come sono, non servono a nulla. E il paragone tra peer to peer e furto è semplicemente e inconfutabilmente sbagliato.
Per tutti i figaccioni™ che seguono Lost in lingua originale, direttamente dall’America peertopeerizzata, segnalo questo sito.
Quante volte infatti vi siete scaricati fiduciosi l’utlima puntata, nella speranza che qualche nodo dell’intricata faccenda venisse sciolto, e vi siete invece trovati di fronte ad una replica di una di quelle inutili puntate di transizione?
Collegandovi a Is Lost a Repeat? saprete all’istante se la puntata in programmazione per la settimana corrente è una replica o meno.
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Sono completamente pazzi.
Verso la fine degli anni ottanta esisteva questo programma di satira, tale Spitting Images, costituito da una serie di burattini-caricatura degli uomini più potenti del globo.
A giudicare dalle foto di Prodi e Rutelli che hanno scelto, i grafici che hanno lavorato all’opuscolo di propaganda La vera storia italiana, dovevano essere grandi fan dello show.
… come dite? Non sono caricature di gomma? Ma dai.
Sì, ci sono riuscito!
Il riso aveva la consistenza giusta, non si è attaccato alla pentola, e in uno degli onigiri sono riuscito a mettere il terribile Umeboshi»!
Appena ho tempo pubblico la ricetta completa.
Per ora rifletto su quanta soddisfazione dia prepararsi il cibo con le proprie manacce. Non vedo l’ora di assaggiare.
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