28-03-2006

Governi e P2P

Con la durissima legge approvata dal parlamento tedesco, che equipara il peer-to-peer al furto, si va a delineare un quadro (europeo, ma non solo) decisamente poco rassicurante.
In effetti anche la Francia, che pur sembrava schierarsi dalla parte dei consumatori esigendo un DRM aperto dalle aziende che vendono contenuti digitali, si schiera apertamente contro lo scambio di file, sia esso legale o meno, con sanzioni più morbide per chi scarica, ma durissime per chi produce software per il P2P.
Sebbene riengo che la proprietà intellettuale debba essere difesa, è evidente come sia necessaria una ridiscussione delle regole ad essa legata.
Discussione che però non deve partire tanto dai governi (che mi sembrano in questi due casi pesantemente influenzati dal volere delle major), ma da una discussione, aperta e senza pregiudizi di sorta, con i consumatori di contenuti digitali.
Le misure repressive, così come sono, non servono a nulla. E il paragone tra peer to peer e furto è semplicemente e inconfutabilmente sbagliato.

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