New entry nella pletora di applicazioni web targate Google.
Google Pages vi permette di creare un piccolo sito personale sfruttando un editor visuale online basato su un ricco ventaglio di template. Non aspettatevi nulla di incredibilmente professionale, ma il tool è perfetto per chi non vuole sporcarsi le mani con l’HTML.
Unico limite, i 100 MB di spazio occupato dal sito e da eventuali file uploadati. Il dominio è di tipo nomeutente.googlepages.com. Per accedere al servizio è necessario un account Gmail.
Buon divertimento!
Premetto che non mi sono mai avvicinato troppo al mondo di World of Warcraft, il massive multiplayer di Blizzard.
Però ho avuto diverse esperienze con videogiochi del genere (alcune delle quali, non lo nascondo, traumatiche). Un articolo piuttosto critico comparso su Gamasutra parte da una definizione di gioco che condivido per una riflessione critica sul famoso prodotto.
Fun is learning in a safe-environment.
David Sirlin spiega come in realtà WoW non sarebbe in grado di “insegnare” lezioni efficaci, in particolare per quanto riguarda il concetto di tempo. Per un giocatore di WoW, spiega Sirlin, il tempo impiegato è direttamente proporzionale alle abilità ottenute dal personaggio. Questo è completamente irrealistico, continua il designer di Backbone.
Io sono certo del fatto che il tempo richiesto sia il punto debole non solo di WoW, ma dell’intero genere. Realistico o meno, il fatto che questi prodotti siano proporzionalmente più divertenti quanto maggiore sia il tempo investito in essi mi sembra innegabile. Ed è un grosso problema, perché, come dicevo tempo fa, il tempo è la risorsa più preziosa del mondo contemporaneo.
Per risolverlo ci sono due sole vie. O si crea un sistema di gioco tale che non penalizzi chi ha meno tempo a disposizione, magari lasciando la possibilità al giocatore di automatizzare alcune azioni mentre è scollegato dai server, potendo intervenire tramite, che so, sms via cellulare, o il premio per il tempo impiegato deve essere qualcosa di più tangibile del semplice innalzamento delle skill.
L’ipotesi era già stata lanciata da Richard Garriott, la mente dietro la serie Ultima, che sognava un mondo al quale i giocatori potessero apportare le loro modifiche, e che permettesse lo sviluppo di un sistema economico reale, in grado di fornire agi utenti un ritorno monetario effettivo.
Piuttosto curiosamente, il fatto si è, almeno in parte, già realizzato. Spesso capita di trovare in vendita su Ebay account con personaggi già pronti, ottimi per giocare subito senza dover crescere il proprio avatar, o addirittura gli oggetti particolarmente potenti creati dai giocatori.
Giocare diventerà presto, oltre che un’esperienza sociale ed educativa, anche un lavoro alternativo?