22-02-2006

l’influenza dei mac

E così sono arrivati i primi virus per mac.
Anzi, no. Lasciamo perdere i titoli altisonanti di giornali e riviste, come sempre affrettati e poco precisi. I primi malware che attaccano il sistema fino ad oggi avvolto in un’aura di invulerabilità, sono giochetti. Poco più che esercizi di stile.
Ed invece che generare stupidi allarmismi, o battutine facili su “ora ci son dentro anche i macuser”, possono essere un’occasione di valutare i modi di rendere OSX più sicuro, come ad esempio ha fatto Paolo, da sempre attento a queste cose.

Di contro, sarebbe meglio sfatare il mito di un OSX inattaccabile. Se fino ad oggi i Mac user non hanno mai dovuto preoccuparsi del malware è anche perché il sistema era così poco diffuso da non incentivare la produzione di virus e trojan. Ora Mac è un po’ meno nicchia di prima, e qualcuno fa i primi esperimenti. Detto questo è importante notare come la base Unix del sistema di Cupertino offra un solido baluardo alla proliferazione dei virus, una sicurezza che i sistemi Windows based, inutile girarci attorno, non hanno.

È importante però seguire alcuni accorgimenti, primo fra tutti la creazione di un utente limitato, privo dei permessi da amministratore. In questo modo non sarà possibile accedere a determinate cartelle (quelle fuori dalla root utente) e soprattutto ogni installazione o disinstallazione necessiterà della password per essere portata a termine.
Io l’ho fatto, e davvero la riduzione dei permessi non inficia minimamente il lavoro quotidiano.

E speriamo che tra una settimana quel vecchio satrapo del Jobs mi presenti un portatile piccolo, non troppo potente e poco costoso. Che io del macbook pro diciassette non so che farmene…

[Update: purtroppo la falla sembra estesa a mail.app. Qui è più difficile difendersi, in attesa di una patch, seguite i consigli dell’ottimo Paolo.]

Ferrovia portami via (ma anche no)

Adesso, invece che sopprimere i treni, sopprimono direttamente le stazioni.

Cartello

Sembra di vivere in un film dei Monty Python.