Dopo la lettura del post di David Weinberger e una piacevole chiacchierata in chat con Emanuele, aggiungo qualcosa a quanto detto nel mio intervento di ieri.
È verissimo, come sostiene David, che le faceted folksonomy potrebbero non essere recepite ed utilizzate da tutti, in quanto richiedono più tempo e conoscenza rispetto alle semplici tag, implicando anche una fase di classificazione. Ma non bisogna dimenticare che l’utente può continuare ad utilizzare le parole chiave nel solito modo.
Si viene così a creare una dinamica simile a quella di Wikipedia, nella quale un certo numero di interessati producono un contenuto che va bene per tutti. E tutti sono potenzialmente liberi di intervenire su quel contenuto se lo ritengono opportuno. Un’adhocrazia, si potrebbe dire.
Certo permangono alcune difficoltà: l’interfaccia dovrà essere disegnata in maniera opportuna, perché sia il più semplice possibile. Le tag funzionano proprio per la loro immediatezza, e a complicare troppo le cose c’è anche il rischio di vederne crollare la popolarità. E soprattutto, come notava Emanuele, bisogna decidere se e come gli utenti possono cambiare la posizione delle tag.
Sicuramente non credo nella creazione di un sistema di tag privato: mi sembra farebbe cadere l’intero significato della folksonomy. Il sistema totalmente libero e gestito dal basso mi convince molto di più, anche se, come nota David, bisogna tener presente che gli sviluppi di una tecnologia simile sarebbero, nel bene e nel male, totalmente imprevedibili.
E a ben vedere ci troviamo di fronte a un problema solo in parte tecnico. La classificazione delle informazioni nella rete non può seguire le strade tradizionali della biblioteconomia. Nella discussione devono necessariamente intervenire discipline quali la filosofia, la psicologia e soprattutto la semiotica.
Come ho già detto, mi sembra che un sistema in grado di connettere le tag in campi semantici (definiti sempre dal basso), sia una buona approssimazione dell’organizzazione delle idee nella mente umana. E l’idea di Emanuele è molto vicina al modello Q. Ha, forse, solo quel poco di gerarchia in più, che potrebbe essere neutralizzata dalle parole chiave in stile wiki.




