
Questo simpatico coniglietto che vedete a fianco si chiama Nabaztag. A dispetto dell’orrido nome, il giocattolino è parecchio kawaii, con quel suo design buffo ed essenziale. Ora, Nabaztag è un bellissimo esempio di come la rete sia destinata a cambiare gli spazi vitali delle persone.
Come funziona Nabaztag? È semplice. Voi lo comprate, ve lo portate a casa, lo collegate ad una presa di corrente e lo configurate perché si colleghi a internet attraverso un hotspot wi-fi (eh, sì, quello serve proprio). Poi fate un salto sul sito, gli date un nome, registrate un account e iniziate a configurarlo.
Attraverso un sistema di suoni, luci e movimenti, il coniglietto è in grado di comunicarvi in tempo reale cambiamenti climatici, mail in arrivo ed altre informazioni interessanti. Può anche svegliarvi, la mattina, con un Mp3 che scegliete voi. Potete anche utilizzare le API per programmare nuovi comportamenti. Fin qui, Nabaztag è poco più che un gadget simpatico.
Il punto di forza del buffo animale è però un altro, e manco a dirlo, riguarda la sfera sociale. Metti che ho amici sparsi un po’ per tutto il mondo. Ognuno di loro può entrare nel sito, registrarsi, e cercare il nome del mio Nabaztag. A questo punto è in grado, da remoto, di fargli suonare una canzone, o addirittura di farlo parlare attraverso una voce sintetizzata francese o inglese. Non solo. Se regalassi alla mia ragazza un secondo Nabaztag, quando siamo lontani lei potrebbe muovere le orecchie del suo coniglietto. Il mio risponderebbe muovendo le orecchie nello stesso modo.
Divertente, vero? Non solo. Nabaztag mi ha fatto riflettere. Io sono uno che tendenzialmente non ama il telefono. Lo trovo uno strumento freddo. Oggi, grazie alla rete, siamo in grado di trasferire la comunicazione su un livello differente da quella scritta o parlata. La rete ci permette anche una comunicazione che definirei emozionale, basata sulla condivisione di segnali non verbali che, appunto, veicolano principalmente emozioni. Ditte come la francese Violet, produttrice di Nabaztag e di altri gadget basati sull’internet, lo hanno capito, ed iniziano ad esplorare un terreno fertilissimo in direzioni non ovvie, legate il meno possibile ai media tradizionali.
Nel nostro paese, invece, difficilmente si va oltre l’IPTV. Dove sarà finito l’italico genio?




