12-02-2006

Di alberi e foreste

Su Reporters l’autore di questo interessante articolo asserisce che la blogosfera in realtà non esiste e che non andrebbe considerata negli studi sui blog in quanto troppo diversificata.

Il post si chiude con una domanda semplice quanto provocatoria: se quando vengono fatte le statistiche sulla stampa non si mette assieme, che so, Novella 2000 con Il sole 24 ore, perché negli studi sui blog si infila di tutto, dal blog su Costantino, a Wittgenstein?

Alla domanda si può subito rivolgere un’obiezione: se è vero che le statistiche a proposito della carta stampata sono diversificate, è altrettanto vero che questa differenziazione avviene per periodicità (quotidiano, settimanale, mensile), più che per argomento trattato. E infatti il quotidiano più letto in Italia è la Gazzetta dello Sport, che però condivide la statistica con Il Sole 24 Ore e Repubblica.

Detto questo, è comunque opinabile, per come la vedo io, rivolgere l’attenzione al singolo blog, piuttosto che all’intero fenomeno. È un po’ il solito errore di valutare il nuovo medium con il metro di quelli vecchi, cosa non possibile per la assoluta diversità tra i due mondi.
Provo a spiegarmi meglio.

Se è vero che, come afferma McLuhan, il medium è il messaggio, ovvero che il medium va studiato non per i suoi contenuti, ma per come il suo arrivo cambia le dinamiche sociali, la necessità di dover prendere in considerazione l’intera blogosfera è quanto meno ovvia.
Il mondo dei blog è una finestra sullo sviluppo delle dinamiche della rete. Per questo non è vero che il blog personale della quattordicenne e un famoso blog giornalistico sono incomparabili. Anzi. Con metodi e finalità di sicuro differenti essi allo stesso modo intervengono nella vita delle persone e ne cambiano il modo di comunicare, di rapportarsi all’informazione, di assegnare importanza all’informazione.

Parlare di questo o quel blog può essere utile solo come può essere utile giudicare una testata giornalistica, ma di certo non serve a capire l’evoluzione e le dinamiche del fenomeno, che credo sia quello che davvero interessa in questo momento.

Cosa vediamo stasera?

Indecisi su che film vedere?
Ci pensa First 10 Minutes, che vi offre i primi dieci minuti dei film (americani però) usciti da cinque anni a questa parte. Comodo, no?

L’importanza di essere trendy

In questi tempi di uèb duepuntozero™, lo sappiamo tutti, essere trendy è fondamentale. I contenuti sono relativi, non è importante che ci siano o che siano completi. La dicitura beta è lì apposta, in fondo, no?
Ma avere un sito che sia in linea con la moda grafica duepuntozero™ è essenziale per essere ascoltati. Quindi quanto mai preziose sono le informazioni che ci dà TrendyWEB su come creare una vera pagina duepuntozero™.
Happy coding!