27-01-2006

Giorno della memoria

Quando andavo al liceo ero un po’ una testa dura.
Voti perennemente mediocri, sempre schierato “contro”, tanta voglia di imparare, ma poca di studiare.
Un giorno fecero un’assemblea di istituto, e invitarono Liana Millu.

Liana era stata deportata ad Auschwitz-Birkenau, e, miracolosamente, era riuscita a salvarsi. Ha vissuto a Genova fin quando, l’anno scorso, si è spenta tranquillamente.
E io ho con me un grande tesoro. I suoi occhi, quando raccontava di ciò che aveva vissuto. Quegli occhi azzurri carichi di dolore e di speranza, quello sguardo fiero e dolce a un tempo. E poi il modo pacato che aveva di raccontare la sua storia, una leggerezza che metteva i brividi. In molti quella mattina avevano gli occhi lucidi.

Avevo portato una copia di un suo libro all’assemblea. Ricordo che la professoressa mi presentò come quello malato di tecnologia, con lo sguardo sempre un passo avanti. La ringrazio, di questo, perché in realtà io ero davvero mediocre. E Liana prese il mio libro, mi guardò con quegli occhi carichi di speranza, e scrisse, sulla prima pagina: A Federico, al futuro!
E così, ogni tanto sfoglio qualche pagina della mia copia di Fumo di Birkenau, e non posso fare a meno di ricordare quello sguardo.

Oggi Liana non c’è più. E sembra retorico dirlo, ma tutti noi che l’abbiamo ascoltata, che abbiamo letto anche solo una riga dei suoi libri, siamo investiti di una grande responsabilità. Quella di non dimenticare. E di far sì che nessuno dimentichi. Mai.

Blessed be.

Pensiero critico

Sono completamente d’accordo con ZetaVu:

Io faccio il mestiere che mi è proprio, e che potrebbe essere anche quello di chi dice di voler praticare “citizen journalism”. Cerco di produrre pensiero critico. Poi uno cercando di far pensiero critico può anche dire delle grandi cagate e magari accade.

Se c’è una cosa che la rete può fare per cambiare i media, non è certo sostituirli, ma diventare mezzo per creare un’opinione pubblica che non sia sempre silenziosa ed inascoltata, per incoraggiare la discussione e la nascita di nuove idee e per influenzare l’agenda setting dei media tradizionali.