Paolo, Giuseppe e Mauro sollevano un interessante dibattito sull’affidabilità, commentando la classifica decisamente autocelebrativa che i collaboratori di Beppe Grillo hanno confezionato per pubblicizzare una volta di più il blog del comico genovese.
Kay giustamente riflette su significati e dinamiche dei blog, ponendo l’accento su quello di Grillo. E segnala la chiusura del blog di Luttazzi, strumento, secondo quest’ultimo, che tende ad assecondare le derive populistiche (di chiunque).
Eh, no, caro Daniele. Il blog tende ad assecondare le derive populistiche di chiunque lo utilizzi non come un eccellente strumento di condivisione e discussione, ma esattamente come se fosse un vecchio medium.
Salvo poi strillare la morte dei vecchi media per fare sensazione.
Non fatevi fregare (again). E a Grillo, un consiglio spassionato. Si legga Rheingold, o almeno lo faccia leggere ai suoi collaboratori.




