03-01-2006

Fenomenologia di gerryscotti

Gerry Scotti

Da un po’ di tempo mi diletto ad osservare i vari quiz condotti da Gerry Scotti.
È molto bello vedere come l’immagine del conduttore di Pavia sia stata plasmata ad arte, e come i quiz abbiano seguito questo trend adattandosi sempre più alle caratteristiche con le quali il personaggio-Scotti è stato creato.

All’inizio della versione italiana di Chi vuol essere milionario? Scotti era la fotocopia esatta del conduttore-tipo del prodotto di Endemol. Serio e professionale, sempre distinto, accentuava l’atmosfera drammatica di quel che rimane un clone di Lascia o raddoppia? peraltro molto ben riuscito. Il sornione Gerry riservava tutto l’umorismo e la spensieratezza per il programma Passaparola, decisamente più vicino alla tradizione nostrana.

In questo periodo critici televisivi e giornalisti vedevano in lui un degno successore dell’inossidabile Mike Bongiorno. Io lo sentivo più vicino a Corrado, ma tant’è.
Dopo queste affermazioni è cominciata la trasformazione di Scotti (verosimilmente pilotata dagli autori) in direzione del suo nume tutelare. Intendiamoci, ritengo Gerry un bravissimo presentatore e una persona adatta al ruolo che ricopre, però spiace vederlo trasfigurarsi sempre più in quello che non è.

Se leggiamo l’esilarante saggetto Fenomenologia di Mike Bongiorno di Umberto Eco, non possiamo non notare come qualsiasi passo sia oggi riferibile a Gerry Scotti:

…convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo. Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello.

L’esercizio della mediocrità, la celebrazione del nozionismo fine a se stesso, il luogo comune, la finta gaffe architettata ad arte sono tipici di uno e dell’altro conduttore. E c’è un altro punto, uscito prepotentemente alla ribalta da poco tempo a questa parte (verrebbe da dire da circa un anno, ma poi si potrebbe obiettare che qui si pensa male).

Come Mike, Scotti non fa mistero di dichiararsi un fervente cattolico.

Ed ecco che tra le domande del milionario, ma ancora più tra quelle di Passaparola compaiono sempre più di sovente questioni puramente nozonistiche su episodi della Bibbia e dei Vangeli. E il corpulento Gerry non manca di esaltare le qualità morali del concorrente che azzecca, di chiedere spiegazioni per approfondire l’argomento, di mostrarsi, insomma, più interessato del normale alla domanda.

Credevamo che Mike ormai fosse storia della tv, nonostante si aggrappi con le unghie e con i denti al suo quiz con i bambini (che notoriamente odia). E invece no. Lo hanno clonato. Dalla grappa al risotto, la storia della tv nozionista e nazionalpopolare continua con il suo alter-ego della bassa padana.
Have fun.