29-11-2005

Pover Point

Oggi sono andato a vedere la giornata di tesi nella mia università. Dopotutto, avvicinandosi il momento fatidico anche per me, è bene iniziare a capire come funziona la cosa.
A parte la delusione nel vedere gli argomenti relegati a presentazioni di dieci-quindici minuti, ho cercato di studiare le modalità di comunicazione dei miei colleghi, chiamati ad esporre i loro lavori attraverso la classica presentazione in Powerpoint.

Ora, molti degli errori tipici di chi usa il popolare software o i suoi epigoni sono stati fatti notare, meglio di quanto possa fare io, da altri. Per esempio nell’ultimo numero della rivista Monthly Vision, oppure qui.

C’è però qualcosa che esula dal punto di vista srettamente tecnico, e che secondo me è ancora più fastidioso di una slide malfatta.
E cioè che, durante una relazione supportata da Powerpoint, il linguaggio diventa schiavo dell’estrema schematizzazione operata dallo slideshow. Si spezzetta, assume pause innaturali, diventa freddo e scialbo.

Questo è segno di un discorso preparato sulle slides. Credo invece che sia necessario proprio il contrario, e cioè creare la presentazione partendo dal discorso, ed evidenziandone, tramite le diapositive, i punti fondamentali. Nel processo di presentazione, parlato e slideshow dovrebbero così procedere in parallelo, senza pause innaturali; le diapositive assumerebbero così il ruolo per cui sono state create, cioè quello di “aggancio” mentale al punto che si sta trattando. L’unico punto di convergenza tra parlato e slide si dovrebbe avere in occasione di immagini o grafici, momento nel quale il relatore dovrà spiegare quello che gli spettatori vedono.

Bisogna quindi, secondo me, passare da un discorso schematico corredato da diapositive con molto testo, all’esatto contrario: diapositive schematiche e discorso articolato. L’esempio da prendere è il solito Steve Jobs. Trovo che il suo modo di presentare sia particolarmente affascinante da studiare. Fateci caso, per quanto possano essere spettacolari le sue slides, quello che comanda è sempre il discorso: efficace, comunicativo e ben studiato. Jobs presenta con le diapositive, non sulle diapositive. E funziona.