Mettiamo che per un progetto universitario scriviate un tutorial di grafica.
Mettiamo che questo tutorial sia molto apprezzato dal professore, che chiede di trasformarlo in un learning object per il portale e-learning dell’ateneo.
Mettiamo che il professore in questione, soddisfatto anche del learning object, vi comunichi che ve ne darà altri da fare, se vi va, ovviamente a pagamento.
Poi non sentite per un po’ nessuno. Una mattina vedete il professore che vi dice: “non mi sono scordato di voi. Solo che mi hanno impedito di passarvi i lavori. Possono essere pagati solo i laureati.”
Ora. È quantomeno ironico che due studenti perfettamente in pari con gli esami, che studiano con profitto, e hanno dimostrato di essere seri, affidabili e in grado di compiere un certo lavoro, vengano lasciati fuori perché non hanno il pezzo di carta.
Pezzo di carta che gente come Vasco o Valentino Rossi hanno ottenuto senza la minima fatica, solo perché famosi.
Gran bel paese, l’italia.
Gran bel paese di merda.
Domanda.
Siete un’azienda che si occupa di creare un’infrastruttura che permetta ai vostri clienti di comprare e vendere qualsiasi cosa. Qualsiasi. Anche la suocera, o la fidanzata.
Come fate a promuovervi sul mercato?
La migliore risposta l’ha recentemente fornita ebay, che ha lanciato una nuova campagna per promuovere i suoi servizi di aste online. E le modalità sono assolutamente interessanti.
Infatti ebay sceglie di promuovere il prodotto più che il servizio, in controtendenza, tra l’altro, con la comunicazione pubblicitaria di oggi.
Una controtendenza solo apparente, se si pensa che mai come in ebay il prodotto (o meglio l’”oggetto fisico” della transazione) coincide con il servizio offerto.
Ma come si può pubblicizzare qualcosa che non è nulla ed è tutto ad un tempo, una sublime metafora del postmoderno? Attraverso il servizio del colosso americano io posso comprare quello che voglio: il prodotto non è identificabile. A volte non è nemmeno tangibile.
Ecco che entra in gioco la splendida campagna web di ebay: What is it?
Il prodotto di ebay si sintetizza in un’icona, nel prodotto geniale ideato da due giovani menti nel loro garage (e qui le strizzate d’occhio sono evidenti) e capace di fare qualsiasi cosa voi gli chiediate. It.
It è semplicemente una riproduzione tridimensionale della parola, scritta in minuscolo e recante i colori di ebay. Una serie di video mostrano il momento della nascita del prodotto, la sua presentazione in giro per il mondo e le grida entusiastiche dei clienti pronti ad acquistare a scatola chiusa. It è anche personalizzabile, e vi permette di creare un vostro manifesto in formato pdf, da stampare e appendere in camera.
This is it, recita il claim. Eccolo. E non ci sono altre parole. La campagna di ebay è così azzeccata da risultare disarmante. Whatever it is, you can get it on ebay.
Kudos.
Berlusconi sostiene che questo governo abbia fatto “più riforme di qualunque altro”.
Bravo. La prossima volta, però, sarebbe il caso di farle per reali necessità, e non per evitare di finire indagato, salvare i tuoi amici, affossare il mondo del lavoro e distruggere quel poco di istruzione e di cultura che c’era in Italia.
Oggi il TG5 apriva con un preoccupante servizio sull’ormai nota influenza aviaria.
Esperti dell’UE avrebbero consigliato di non consumare uova crude, per evitare di essere contagiati dal virus.
Ecco un estratto del servizio, che trovate per esteso qui.
Dovrebbe essere l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, stando a quanto anticipato ieri da due giornali, uno britannico, l’altro tedesco, a diffondere questo consiglio.
Dovrebbe essere, eh? Nemmeno sono sicuri delle loro fonti, e più avanti ammettono che non ci sono prove chee il virus possa essere trasmesso atttaverso le uova. Ma è troppo tardi, l’allarme lo hanno già lanciato con il titolone “non mangiate uova crude”.
Completamente diverso l’articolo di Repubblica Online che invece puntualizza come dall’UE non sia giunto alcun allarme del genere, e le uova crude comportano, come unico rischio, quello conosciuto della salmonellosi. L’articolo di Repubblica, necessario per un confronto chiaro tra le modalità di diffusione delle due notizie, si trova qui.
Se si analizzano le notizie con attenzione, si nota che i contenuti sono simili, se non uguali, ma comunicano due messaggi diametralmente opposti. È evidente che l’attenzione del TG5 nel trattare questa notizia è stata volta alla ricerca del sensazionalismo, del “botto” mediatico, che ha impedito ai telespettatori normali (che solitamente ascoltano poco più del titolo) di soffermarsi sulla realtà.
Al di là di qualsiasi ideologia in merito è davvero interessante notare con quanta facilità partendo da un fatto possano essere veicolati messaggi molto differenti, ferma restando l’attendibilità (comunque soggettiva) di chi lo comunica.
Pare che il programma di gestione remota dei contenuti multimediali di iMac sia stato piratato e rilasciato nei circuiti che noi sappiamo.
È utilizzabile da tastiera, oppure attraverso un telecomando per presentazioni. Sembra avere ancora qualche piccolo problema, ma diciamo che il grosso c’è.
Ora, scommettiamo che da qui a poco la mela renderà disponibile Front Row a tutti i Mac, e magari infilerà nel telecomando venduto a parte un bel ricevitore IR?