Oggi il TG5 apriva con un preoccupante servizio sull’ormai nota influenza aviaria.
Esperti dell’UE avrebbero consigliato di non consumare uova crude, per evitare di essere contagiati dal virus.
Ecco un estratto del servizio, che trovate per esteso qui.
Dovrebbe essere l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, stando a quanto anticipato ieri da due giornali, uno britannico, l’altro tedesco, a diffondere questo consiglio.
Dovrebbe essere, eh? Nemmeno sono sicuri delle loro fonti, e più avanti ammettono che non ci sono prove chee il virus possa essere trasmesso atttaverso le uova. Ma è troppo tardi, l’allarme lo hanno già lanciato con il titolone “non mangiate uova crude”.
Completamente diverso l’articolo di Repubblica Online che invece puntualizza come dall’UE non sia giunto alcun allarme del genere, e le uova crude comportano, come unico rischio, quello conosciuto della salmonellosi. L’articolo di Repubblica, necessario per un confronto chiaro tra le modalità di diffusione delle due notizie, si trova qui.
Se si analizzano le notizie con attenzione, si nota che i contenuti sono simili, se non uguali, ma comunicano due messaggi diametralmente opposti. È evidente che l’attenzione del TG5 nel trattare questa notizia è stata volta alla ricerca del sensazionalismo, del “botto” mediatico, che ha impedito ai telespettatori normali (che solitamente ascoltano poco più del titolo) di soffermarsi sulla realtà.
Al di là di qualsiasi ideologia in merito è davvero interessante notare con quanta facilità partendo da un fatto possano essere veicolati messaggi molto differenti, ferma restando l’attendibilità (comunque soggettiva) di chi lo comunica.




