Beppe Grillo risponde allo sfogo di un lettore quarantunenne che dichiara di voler emigrare perché deluso dal nostro paese. Beppe gli risponde così:
Caro Marco,Vorrei rispondere anche io. Lo faccio qui.
pensavi che non ti leggessi, pensavi di essere solo e di poter emigrare senza dare nell’occhio.
Non sei nè solo, nè il tuo pensiero è solitario.
Caro amico non siamo noi che dobbiamo emigrare, ma ti capisco perchè anche a me ne è venuta la voglia.
Anch’io ho pensato di stracciare la carta di identità.
Non è la gente onesta che deve emigrare. Sono gli altri.
Tu stai qui, vedrai che ce la faremo.
beppe grillo 56 anni da Genova.
Caro Beppe. Ti ho sempre stimato, e ho sempre cercato di guardarti con occhio critico. Credo che guardare il tuo apprezzabile lavoro con occhio critico sia una dimostrazione di stima ancora maggiore che scrivere tutti i giorni, sui commenti del tuo blog, hai proprio ragione e cose simili.
E allora ti dico una cosa. Io scapperò dall’Italia. Emigrerò. È inutile che tu mi dica di aver fiducia. Come posso aver fiducia, in cosa? Ho 30 anni. Ne ho passati sei a lavorare, sempre sottopagato. Non ho mai avuto la possibilità di andare a vivere da solo. Non ho una macchina, questo non è un problema, ma è solo per chiarire la situazione.
Ora sto studiando. Scienze della Comunicazione, quello che ho sempre voluto fare. Dopo il fallimento della ditta in cui lavoravo ho dato una possibilità alla mia formazione. Ma so già che non servirà. Uscirò perfettamente in tempo, tre anni senza perdere un esame, e sarà come prima. O forse peggio.
Non vedo futuro in questo paese. Non credo che le mie capacità saranno correttamente valutate, e l’età sarà solo un ostacolo in più. Sinceramente, Beppe. tu cosa faresti al posto mio? Resteresti con un ottimismo che ormai sa di pura incoscienza? Perché, scusa se te lo dico, ma è facile dire “resta, ce la faremo” per uno che si è già realizzato, che è già ottimamente sistemato.
I disonesti non se ne andranno da qui. Cosa possiamo fare per fermarli? Io soluzioni non ne vedo.
Beato te, che puoi restare. Con affetto, Kurai.




