02-10-2005

A pineapple under the sea

Spongebob
Se anche Dave ne ha parlato bene, mi sembra doveroso fare outing. Anche io spesso mi sono trovato a seguire le avventure della demenzialissima spugna di mare.

Ma andiamo con ordine. Spongebob è una spugna (sì, una spugna, non un pezzo di groviera) che vive sul fondo del mare, nella ridente cittadina di Bikini Bottom. Qui lavora come cuoco al Krabby Patty, una sorta di Mc Donald’s locale gestito da un borioso granchio.
Ovviamente la cittadina è popolata da ogni sorta di essere acquatico: una stella marina, un calamaro (sarà poi un calamaro Squidward?), uno scoiattolo. Come? Gli scoiattoli non vivono in fondo al mare? Beh, Sandy ci vive eccome, in un piccolo ecosistema terrestre costruito dentro una cupola di vetro.
Certo, per andare a trovare gli amici deve usare una tuta da palombaro, ma ne vale la pena, no?

Forse avete capito che il mondo della spugna è pervaso dal più puro nonsense: nel paese sottomarino di Bikini Bottom piove, nevica, e c’è addirittura una spiaggia con tanto di surfisti.
Principalmente indirizzato ai più piccoli, pervaso di un ottimismo iperbolico, il lavoro di Stephen Hillenburg è apprezzabile anche per un pubblico più “navigato”. Oltretutto i disegni sono parecchio espressivi nella loro linearità, e spesso sono intervallati da animazioni “a collage” in stile Monty Python.
Attenzione. Non si sta gridando al capolavoro, ma piuttosto ad un prodotto piccolo e semplice, ma comunque ben realizzato. È un diversivo rilassante, una ventina di minuti di limerick animato che non ha la minima pretesa, se non quella di fare “staccare” un po’ la spina.

Insomma. È scemo, ma di una scemenza che diverte.

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