06-09-2005

Matrix

Attendevo con curiosità la prima puntata di Matrix, il nuovo programma di approfondimento di Enrico Mentana.
La puntata era dedicata al caso Fazio, e alla scalata dell’imprenditore Ricucci.
O almeno avrebbe dovuto.

Sì, perché non si è fatto il minimo cenno su chi sia e cosa abbia fatto esattamente Fazio (cosa che magari poteva interessare un certo numero di italiani, distratti dalle vacanze), ma si è preferita una sterile discussione con Tremonti e Bersani. Il tanto decantato ritmo? Ospite assente, come quel Beppe Grillo che Dagospia dava per presente in studio, e della cui iniziativa non si è nemmeno fatto cenno.

Non parliamo poi dei servizi totalmente inutili e privi di informazione, come quello fatto ai politici sulla spiaggia di Capalbio con l’intervistatore travestito da venditore ambulante. Un totale spreco di mezzi comunicativi, così come l’approfondimento su Ricucci, occasione per fare il solito gossip di bassa lega sul suo matrimonio con Anna Falchi.

Insomma, il programma millantato come programma scomodo, si rivela invece allineato e sorprendentemente rigido, come uno stoccafisso accomodato, direi. E lo si vede dalla disarmante inutilità del banale sondaggio. La domanda è, ci credereste? Se Fazio debba o meno rassegnare le dimissioni. E il ricercatore e sondaggista Piepoli ammette candidamente che i risultati sono inquinati dagli italiani che pensavano si parlasse di Fabio Fazio. Allucinante. Non sarebbe bastato porre correttamente la domanda?

Non che mi aspettassi un’informazione cristallina e non controllata. Ma un Mentana così sottomesso non si era mai visto. Peccato.

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