Sfruttando la piattaforma Typepad, Radio Deejay inaugura il proprio servizio di blogging.
Visto il grande seguito della radio, non è difficile immaginare che il numero dei blog nostrani crescerà presto.
Trovo che sia davvero un’ottima notizia, e mi sembra parecchio interessante notare come la radio sia l’unico vecchio media che finora abbia saputo relazionarsi con il mondo della rete, e, anzi, trarne nuova linfa vitale.
Bisogna davvero fare i complimenti alla televisione italiana.
Prima di tutto alla Rai, che detiene i diritti per trasmettere Lost in chiaro, ma siccome gli ascolti vanno già bene così, decide di farne slittare la programmazione alla prossima primavera.
In secondo luogo a Fox, che molto tranquillamente decide, visto lo spostamento, di posticipare la messa in onda della seconda serie (sisi, proprio quella, che tutti aspettate perché morite dalla curiosità) a Settembre 2006.
Ora, il fatto che una Pay-Tv debba seguire le logiche della televisione generalista mi sembra quantomeno una presa per il culo nei confronti di chi spende cifre considerevoli nella speranza di fuggire la banalità della tv in chiaro.
Io ho solo un consiglio: buttatevi sul P2P. Trovate tutti gli episodi in inglese. Se avete problemi con la lingua d’albione, un salto su Macchianera vi aiuterà, almeno per le prime due puntate.
Mentre in Italia ne succedono di tutti i colori, ma i media si ostinano a parlare solo dei party di Calissano, il vostro Kurai si è svegliato di buon’ora per raggiungere l’università di Savona. Come si possa impiegare più di due ore per meno di cinquanta chilometri è un mistero che solo Trenitalia può spiegare.
Fatto sta che sono rientrato stanco morto e con il cervello pieno di vocali nasali, che non becco mai manco morto. Non è che conoscete un bel corso di francese, magari con li Mp3 da scaricare sull’iPod? Per ora mi esercito con qualche podcast francofono.
Altra richiesta. La tesi inizia a chiarirsi nella mia mente, e ora, forse, ha perfino un titolo. Cosa applaudite? È provvisorio.
Comunque sarà qualcosa tipo:
Vita nella blogosfera: come i blog stanno cambiando i media tradizionali e le interazioni sociali.
Se avete suggerimenti in merito, e soprattutto un po’ di bibliografia da suggerire, ve ne sarò eternamente grato. L’idea è di partire dalle tesi di quel geniaccio del Meyrowitz, e parlare di come i blog possano incidere sul mondo sensibile cambiando alcuni archetipi sociali, per esempio il giornalista.
Capisco che per chi non ha letto Meyrowitz, o almeno un po’ di Goffman, la frase qui sopra suonerà alquanto criptica, ma sono troppo assonnato per spiegare più in dettaglio.
Voi dite la vostra comunque, che male non fa.
Mi rendo conto che in questo post ho soltanto chiesto aiuto. Va beh, siate gentili. E buonanotte!
Domani, treno alle 7 in punto. E Geografia della Comunicazione e Francese che mi aspettano. Ricomincia l’università, ultimo dei tre anni, con la speranza che almeno a qualcosa serva.
Per questo il blog verrà aggiornato un po’ meno, anche se spero di continuare a farlo crescere, che mi serve pure per la tesi.
E niente, ultimamente sono un po’ self-centered. Ma ho mille cose da organizzare e una laurea da prendere entro settembre. Ce la farò?
Anyway, ringrazio tanto Stephen che mi ha citato qui e ha ripreso l’idea di Bird creando un bel template per farsi in casa la custodia in cartoncino per lo Shuffle. Stephen è anche un ganzo, perché ha previsto un’apertura per l’interruttore sul retro, cosa che Bird non ha fatto.
Appena ho un minuto realizzerò una versione Kurai, Shuffle my Sushi, promesso.
Anche io so cosa c’è nella botola.
Ora, è evidente che Lost sia una serie inarrivabile.
You gotta make your own kind of music
Sing your own special song
Make your own kind music
Even if nobody else sings along…