Colpito al cuore dal terrificante transfugo pronunciato da un certo Marcello Micci durante la prima puntata (si può dire orrenda?) di Serie A, lancio la mia proposta per un mondo migliore™.
Signore e signori, ecco a voi…
La patente a punti per giornalisti.
La tessera di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti sarà regolamentata attraverso un sistema di punti: all’inizio della sua carriera, ogni iscritto avrà a disposizione venti (20) punti.
Ad ogni errore grammaticale, ortografico o di sintassi, un numero variabile verrà sottratto dal punteggio iniziale.
Detto punteggio verrà reintegrato al termine di ogni anno. Se in qualsiasi momento l’iscritto si trovasse a zero (o) punti, la sua tessera verrà congelata, e potrà esercitare nuovamente la professione solo sostenendo nuovamente l’esame di Stato.
Sono stufo marcio di sentire violentare l’italiano. Se uno non sa scrivere, o parlare, faccia un altro mestiere.
Lo Zoo di Londra ha deciso di organizzare all’interno dei suoi spazi un evento quantomeno singolare. Otto volontari, infatti, si sono offerti di venire ospitati nella gabbia che era degli orsi, e di mostrarsi al pubblico in cattività. Secondo il direttore dello zoo, l’idea vuole sottolineare la natura animale dell’uomo, e osservare la sua interazione con la natura, per rendere consapevole il pubblico di quanto sia pericoloso l’animale-uomo per la sopravvivenza delle altre specie.
Il pensiero è che la cosa, lungi dall’essere esperimento scientifico, sia più che altro una trovata pubblicitaria per rilanciare un’attività, quella degli zoo, che mi sembra fortunatamente in pesante declino.
Gli inglesi sono maestri del trash e del cattivo gusto, si sa. E così ecco spuntare, spillate sui costumi dei protagonisti, delle imbarazzanti pseudo foglie di fico di carta crespa.
I tre maschietti e le cinque femminucce si esibiscono per il pubblico in capriole e saltelli, spulciano i loro compagni, ed in ultima analisi fanno un po’ gli scemi. Chissà quanto guadagneranno, per questo.
Il meccanismo è quello solito del reality show, decisamente abusato, ma ancora capace di attirare la curiosità della gente.
Chissà se alle cinque porteranno loro una tazza di Earl Grey, con tanto di latte e pasticcini?
Torno sull’argomento Beppe Grillo, per segnalare che la famosa pagina da pubblicare, nella quale il comico genovese richiede, a nome dei suoi sostenitori, le dimissioni di Fazio, ha finalmente un costo.
Quindicimila euro più iva, per una pagina non più sul Corriere, ma su Repubblica.
Tra i commenti estasiati di molti fedeli con il paraocchi, e quelli esageratamente critici, vorrei pescarne uno che mi è sembrato particolarmente equilibrato per chiarire la mia posizione sulla faccenda.
Il commento è di Salvo Montalbano, nome evidentemente fittizio, ma poco importa:
Caro Beppe e cari amici del blog,
coloro che criticano questa iniziativa non hanno capito proprio nulla. A parte il cambiamento da correre a repubblica, del tutto secondario, i 15.000 euro poteva benissimo metterceli anche Grillo, non sono un problema per lui. Ma l’impatto di una pagina pagata da Grillo sarebbe stata una cosa, l’impatto di una pagina pagata da migliaia di persone è una manifestazione di dissenso forte e chiara. Sono sicuro che arriveremo a quella cifra senza problemi, io i miei 50 euro li verso domani mattina. Chiedi a Peppe un po di cose per maggiore chiarezza, al fine di ammutolire gli scettici:
- allegare sul blog ricevuta del versamento per la pagina pubblicitaria
- Pubblicare un elenco di coloro che hanno versato con il realtivo importo, in una forma discreta del tipo:
Giorgio G. 50 euro
Francesco D. 20 euro
In questo modo sapremo in quanti abbiamo collaborato e tutti noi sapremo che i nostri soldi risultano in elenco. In poche parole massima trasparenza. Lo so, non ne hai bisogno, ma se vuoi stroncare ogni minuscola polemica negativa rivolta verso questo genere di iniziative che intrampreremo in futuro, dovrai per forza di cose agire cosi.
Montalbano è certo che il fatto che la pagina sia pagata da molte persone darebbe un impatto diverso alla faccenda. Non concordo, quello che può conferire impatto sono le firme di chi ha partecipato all’iniziativa, non i soldi che ci hanno messo.
Salvo, molto intelligentemente, propone la costruzione di una lista di chi ha aderito, per mantenere la giusta trasparenza. Fatto assolutamente corretto e auspicabile.
L’errore è, secondo me, altrove.
Io ho manifestato il mio dissenso su questa iniziativa, non perché pensi, come dicono molti, che il signor Grillo si intascherà quei soldi. Ci mancherebbe, sarebbe ben meschino (oltre che poco utile) da parte sua.
Ma trovo una certa mancanza di coerenza nel suo modo di fare. Prima mette in guardia gli italiani, mostra loro che sono truffati dalle compagnie telefoniche, derubate da un governo corrotto e da imprenditori senza scrupoli. Subito dopo, però, al momento di mettere in campo una proposta con un briciolo di concretezza, ne addossa gli oneri proprio a chi dice di voler difendere.
A me sa tanto di trovata pubblicitaria a spese di altri.
Però sono curioso, dal momento che ho spesso parlato molto bene di Grillo, e voglio vedere dove arriverà con questa operazione.