26-08-2005

Te lo do io il contributo!

Beppe Grillo

Il mio conterraneo Beppe Grillo è di certo uno che non le manda a dire. Nonostante le censure televisive ha dimostrato le sue qualità di comunicatore reinventandosi blogger e sostenitore della rete, lui che nei suoi spettacoli distruggeva i computer.

Ora fa il paladino dei consumatori, ne prende le difese, cerca di spiegare i piccoli e grandi scandali dell’Italia e del mondo. E spesso ci riesce, molto bene, ne ha il talento e lo sfrutta.
Ha molto seguito, il suo blog è parecchio commentato, e sono tutto sommato pochi i troll, ma anche i critici veri. E questo è un problema.

Sì, perché ora il comico genovese ha lanciato un appello.
Vuole comprare una pagina del Corriere per chiedere, a nome dei suoi sostenitori, le dimissioni di Fazio da Bankitalia.
Il fatto è che non chiede loro solo il nome. Vuole anche un contributo economico per la pubblicazione.
E io mi chiedo per quale motivo uno che, senza fargli conti in tasca, non dovrebbe avere problemi di denaro, debba spremere (anche poco!) i suoi stessi sostenitori. Lo trovo in aperto contrasto con le sue idee. E quel che è peggio è che moltissima gente si è detta disposta a sostenerlo economicamente.

Forse queste persone dovrebbero aprire gli occhi. Può andare bene metterci il nome, firmare questa sorta di lettera aperta. Ma pagare per qualcosa che non accadrà mai (perchè che lo scritto di Grillo venga davvero pubblicato, anche dietro pagamento, mi sembra alquanto improbabile) è davvero troppo. Qualcuno ha parlato di democrazia diretta. Per me questa è tutt’altro. La chiamerei piuttosto presa in giro.

Egregio Signor Grillo, se vuole dire qualcosa, raccolga le firme, e la paghi lei la pubblicazione sul giornale. Sono sicuro che può permetterselo. Farebbe una figura di certo migliore.

Io lancio il mio controappello agli italiani. Quando accedete ad un’informazione, che sia dalla tv, dalla rete, dai giornali, o da qualunque altro media, non dimenticate mai di portare con voi lo spirito critico.
Se non ne avete uno, costruitevelo in fretta. Di questi tempi, è la vostra unica arma.

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Politically correct

E insomma, pare che le cassiere abbiano anche loro raggiunto la loro denominazione politically correct, segno che si tratta di una categoria considerata “debole” dalla società.
E così, dopo l’operatore ecologico, il diversamente abile e tante altre ipocritissime definizioni, le amiche cassiere assurgono all’etichetta di…

- Hostess di Cassa -

Definizione, per la cronaca, inventata da quelli di Castorama.
I miei vivissimi complimenti.

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