Tutte le volte che lo vedo, mi chiedo come faccia quest’uomo, che si è drogato fino al midollo per buona parte della sua vita, a salire su un palco con la sua chitarra, sessant’anni suonati, e a dimostrarne venti di meno.
Mi fa sentire vecchio, dannazione.
Vuoi vedere che alla fin fine gli stupefacenti…
Devo ammettere che quando ho visto la pubblicità di I-Droid, ho pensato che fosse l’ennesima raccolta mangiasoldi senza capo né coda, al pari delle tante collezioni-cianfrusaglia che infestano le edicole italiane. E invece quest’opera monumentale (parliamo di 75 uscite, con un prezzo finale intorno ai 750 euro) pare essere davvero interessante.
Il robot è stato progettato da Robotech, che dietro al nome preso a prestito da un anime di qualche anno fa nasconde una ditta collegata all’Istituto Superiore Sant’Anna, a quanto sembra non nuova allo studio della robotica in Italia.
I-Droid è un oggettino piuttosto sofisticato, completamente programmabile, dotato di telecamere, sintetizzatore vocale e sensori di movimento. Non solo: è controllabile attraverso un telefono bluetooth, che può ricevere video direttamente dalla telecamera montata nei suoi occhi.
Fosse solo per questo il nostro robottino non sarebbe poi tanto diverso dal Galaxy radiocomandato che avevo da piccolo. Quello che colpisce è la presenza di una rete neurale software, che, ancorchè molto semplice, permette al robot di simulare semplici stati d’animo. EmiGlio incontra il Tamagotchi, insomma.
Al di là della semplice curiosità, resta da vedere quante persone avranno il coraggio di imbarcarsi in questa titanica raccolta. Il prezzo è piuttosto alto, soprattutto se consideriamo che I-Droid è poco più di un gadget, sicuramente affascinante, ma pressoché inutile. Ma se Sony è riuscita a piazzare il suo Aibo alla ragguardevole cifra di duemila euro, forse De Agostini ha le sue chances.
Per maggiori informazioni: Sito di I-Droid
[Manifesto promozionale per i concerti dei Bishoonen realizzato in collaborazione con Aver.]