Sembra che non si possa evitare di parlarne.
Lo hanno fatto un po’ tutti i blogger nostrani, e credo anche io di avere qualcosa da dire su questo Ivan Scalfarotto.
Ivan è un giovane manager che lavora a Londra, e ha deciso di tentare la scalata alle primarie come candidato della coalizione di sinistra. Il punto centrale della sua campagna elettorale è il blog che da poco ha aperto.
In qualche modo segue le orme del candidato democratico americano Howard Dean, che quasi arrivò a battere Kerry alle primarie.
Indipendentemente dal suo programma politico (comunque degno di considerazione, mi sembra) due sono i motivi che rendono interessante seguire la battaglia di Ivan: in primo luogo, potremo vedere quanto effettivamente funziona il sistema democratico, quanta possibilità di emergere viene data a uno senza il minimo aggancio e con pochi mezzi. Secondariamente potremo “tastare il polso” alla comunità internet italiana, vedere qual è il rapporto tra gli italiani e la rete, capire se anche l’Italia può avere un suo Dean.
Il sistema democratico, ha però immediatamente subito un piccolo colpo. A Scalfarotto servono diecimila consensi per accedere alle primarie. Ma questi consensi devono essere firmati e presentati su carta. Questo taglia logicamente fuori chiunque non abbia i mezzi per organizzare stand per le firme in diverse città.
Non sarebbe stato più semplice e democratico ammettere anche delle sottoscrizioni online? Per convalidarle basta un numero di carta d’identità, o un codice fiscale…




