Da una parte Castelli nel nome della lotta al terrorismo vorrebbe tenere traccia di tutto il traffico della rete.
Dall’altra se ne esce Calderoli, collega dello stesso partito, dicendo che le intercettazioni telefoniche andrebbero regolamentate.
Aggiunge poi che lo strumento non è malvagio o buono ma dipende da chi lo usa.
Ora, a pensar male si fa peccato. Ma mi viene da pensare che in effetti sia così. Se vengono usate per spiare i cittadini, le tecniche di sorveglianza vanno bene. Ma guai se toccano il potente di turno.




