06-08-2005

Ashita Tenki ni nare

Orologio fermo sulle 8.15

Sessanta anni fa, ore 8.15. Arcipelago del Giappone, isola di Honshu. Prefettura di Hiroshima. Gli orologi si fermano su un evento che cambierà per sempre la storia del mondo.
Oggi, alla stessa ora, la campana del Parco della Pace ha suonato davanti a una folla silenziosa.
Non so se il sacrificio di quasi duecentocinquantamila persone sia davvero stato necessario. A giudicare dal mondo che vedo oggi, forse no. Forse l’Enola Gay è stato solo il mezzo di un’esibizione di forza che ha consegnato agli Stati Uniti il ruolo di poliziotti del mondo. Ruolo che oggi mi sembra ci stia dando qualche grattacapo di troppo.
Quello che, senza retorica, dovremmo fare tutti è, molto semplicemente, non dimenticare.
Non dimenticare, soprattutto, che in barba ad accordi e disarmi, esistono ancora potenze nucleari. Che quel giorno di sessanta anni fa potrebbe tornare.

E forse può sembrare strano parlare di un cartone animato. Ma, pur non raccontando specificatamente la tragica storia di Hiroshima e Nagasaki, trovo che Una tomba per le lucciole (Hotaru no haka) sia da vedere. Perché è uno dei pochissimi film che davvero fa capire il significato della guerra.

Uscito nel 1988 e magistralmente diretto da Isao Takahata, Una tomba per le lucciole è narrato interamente attraverso i ricordi dello spirito del giovane Seita, dai primi bombardamenti, alla fuga con la sorellina Setsuko, ai vani tentativi di sopravvivere in un mondo che ha dimenticato i bambini.
Si tratta di un film duro, che non si nasconde dietro i miti dell’eroe tipici di film come Saving private Ryan, ma racconta la guerra attraverso gli occhi di chi, dalla guerra, ha tutto da perdere. Un capolavoro assoluto, come spesso capita passato inosservato nel nostro paese.

Seita e Setsuko

Su Hiroshima: Hiroshima Archive
Su Una tomba per le lucciole: Nausicaa.net

Agenda Setting

Mancano quattro giorni al 10 Agosto.
Direi che è il momento adatto perché i nostri telegiornali incomincino con i soliti servizi che dicono sempre le stesse cose.

E cioè:

  • Le stelle cadenti non sono in realtà stelle, ma… [segue spiegazione più o meno divulgativa su cosa siano, possibilmente con intervista a Margherita Hack, o peggio, ad Antonino Zichichi.]
  • Questo sarà un anno particolarmente ricco di stelle cadenti, perché [inserire motivo a caso, dalla precessione degli equinozi all’effetto serra. In caso di esperto presente, gli verrà passata la parola per una spiegazione approfondita.]
  • Per vedere le perseidi è necessario puntare lo sguardo verso la costellazione di Perseo. Le stelle cadenti hanno infatti questo nome perchè sembrano nascere da quella zona del cielo… [segue complicata spiegazione su come identificare Perseo. Si consiglia un ripasso dei concetti avanzati di trigonometria e l’utilizzo di un sestante.]
  • A causa dell’inquinamento luminoso è difficile vedere molte stelle cadenti. Si consiglia quindi la classica gita fuori porta con picnic sui monti.

A questi argomenti, che dò per certi, potrebbe aggiungersi un servizio sugli UFO. Ma solo nei telegiornali più orientati al gossip.