Fino a cinque, sei anni fa il browser era sinonimo di Internet. È vero, c’erano i newsgroup, ma è anche vero che l’esplosione dei forum ne aveva oscurato il successo. Così succedeva anche per i client IRC, soppiantati dalle chat via web. Si è arrivati, non molto tempo fa, alla webmail, col risultato che molte persone nemmeno usano un client di posta elettronica.
Tutto governato dal browser. Eppure credo che il futuro ci riservi una sorta di Big-Bang mediatico. Mi spiego meglio. Il browser è ovviamente poco adatto alla visualizzazione di un certo tipo di cntenuti Internet. Prendete i blog e i giornali. A oggi seguo quotidianamente una quarantina di siti di informazione e/o blog, grazie a un feed reader. Con il browser non avrei il tempo materiale di fare lo stesso. Ma non sono solo i contenuti web che si stanno staccando dal navigatore Internet. Con Konfabulator (reso gratuito da pochi giorni grazie alla joint-venture con Yahoo!) e Dashboard il desktop si arricchisce di tutta una serie di piccole utilities, alcune delle quali sono deputate a mandare informazioni direttamente sulla scrivania (toh, quello che Microsoft voleva fare con Active Desktop!), mentre altre forniscono un comodo e veloce accesso a pagine web infomative come le Pagine Bianche, gli orari dei treni o la wikipedia.
Credo che presto vedremo un grosso decentramento dei contenuti Internet, e un maggiore orientamento alla creazione di un’accoppiata contenuto-applicazione per fruirne. E il browser? Probabilmente rimarrà un punto di riferimento per approfondire la notizia, e un luogo dove mostrare i siti-vetrina e la pubblicità. Ma il grosso dell’informazione viaggerà su applicazioni parallele.




