Mostra davvero.
Non ero arrivato a Rapallo prevenuto, diciamolo subito. Sicuramente gli abiti da sposa non sono tra i miei principali interessi, ma è anche vero che ci sono creazioni artistiche di grande pregio, e che la storia del costume mi ha sempre affascinato. Così entro insieme ai compari con una certa curiosità, anche se il fatto che la cosa sia organizzata dal museo del merletto non manca di perplimermi.

Giunto all’interno, però, mi rendo conto di una cosa. Questo posto è un vero incubo. Ci si potrebbe scrivere una tesi su come non si fa un’organizzazione museale. I locali, pur pregevolmente ottocenteschi, sono esageratamente caldi, e odorano di stantio, di muffa. Decisamente un pessimo inizio. La custode è piuttosto imbarazzante, fa mille domande e ci spiega l’itinerario di quella che dovrebbe essere una mostra di abiti da sposa. La guardo non senza un pizzico di timore, e le prometto che, sì, aprirò tutti i cassetti. Ancora non so che significa la cosa, ma la prima sala mi svela l’arcano. Essa è infatti composta da un’interminabile serie di cassettiere, che contengono… Sorpresa! Pizzi e merletti. Che tra l’altro io non sopporto. D’altra parte questo ne è il museo, gli abiti da sposa saranno al piano di sotto, mi dico.
E così ci apprestiamo a scendere. Ma non riesco a mettere il piede sul primo gradno che… ZAAAAN! La terribile custode mi blocca e mi apostrofa:
- Avete guardato tutti i cassetti?
- Er… Certo!
E mi lascia con un inquietante grugnito.
Di sotto, se possibile, la stuazione è ancora peggiore. Gli abiti sono pochi, alcuni dei quali inquietanti (marrone? Chi si sposa in marrone?), e soprattutto manca il minimo ordine razionale. Sono buttati lì, alla rinfusa. Alcuni in teche di vetro (ne vedete due esemplari in altrettante foto che ho rubato), altri nei soliti cassetti. La luce al neon offre un tocco macabro alla scena. Aprire un cassetto e trovarci un manichino con un abito, tra l’altro spesso nemmeno nuziale, ricorda drammaticamente un obitorio.
L’ultima sala presenta la più alta concentrazione di abiti da sposa di questa mostra a tema: ce ne sono cinque, di una bruttezza imbarazzante.
Che altro dire? Che se fossi andato a vedere un negozio specializzato, avrei visto molti più abiti, sicuramente più significativi.
Evitatela come la peste.





