05-07-2005

Wake me up

Aver critica il Live 8 piuttosto duramente, e in maniera direi condivisibile. Lo fa prendendo come spunto un post di Beppe Grillo, che anche lui dice tante cose condivisibili.
Ora. Io vorrei spezzare una lancia per il criticato concertone. Che anche io, badiamo bene, ritengo un baraccone mica da poco, infarcito di un’ipocrisia che più non si può.
Anche io inorridisco vedendo il signor William H. Gates III che dal palco mi sproloquia come la tecnologia migliorerà la vita di tutti, e intanto si batte per i brevetti sul software e per controllare tutti i computer del mondo. Inorridisco pensando a un mondo che ci vuole tutti bravi bambini e consumatori e che se non abbiamo gli euro nel portafogli, diventiamo spazzatura umana. Inorridisco al pensiero di Pino Daniele che non si presenta perché i cantanti italiani sono meno pagati degli stranieri, e al pensiero che per questo baraccone essi siano pagati.

Però, a livello pragmatico, una cosa buona questo concerto l’ha fatta. La mediatizzazione di un evento significa, almeno, che quell’evento non lo nascondi, ma lo piazzi davanti a un bel po’ di persone, dicendo signori, c’è questo.
E forse, in tutta quella massa, qualcuno ne prenderà atto e inizierà ad informarsi, a cercare di fare qualcosa. Perché è vero che cancellare il debito serve a poco, ma un primo passo, per quanto piccolo, va fatto.
Perché è vero che Bono e compagni se ne fregano, ma se loro urlano, un sacco di gente ascolta. Se urlo io, o Prodi, o Bertinotti, a me prendono per matto, agli altri due qualcuno, forse, darà ascolto.
E se questo problema lo vogliamo davvero risolvere, non c’è potente che tenga. Siamo noi a dover cambiare. Noi a doverne prendere atto. Il marketing funziona così. Siamo noi a dover dire ai signori del marketing se va così, noi non ci stiamo. A loro il guadagno interessa, ed è lì che vanno colpiti.
Per questo credo che, al di là delle ipocrisie, se il Live 8 serve a mostrare un’idea a una massa dormiente, ben venga. Ci preoccuperemo dopo di quanto c’è di sbagliato in una kermesse del genere. Per ora prendiamo quel poco di buono che ci dà.
Di questi tempi anche l’acqua sporca è dissetante.