Io non credo di essere uno stronzo.
Seriamente. Anzi. Credo di essere una persona disponibile, per quanto ovviamente mi sia possibile. E ho il massimo rispetto per i miei colleghi di università che, al contrario di me, lavorano e studiano.
Sono da ammirare, l’università fa di tutto per ostacolarli, e loro vanno avanti nonostante tutto, si sbattono, stringono i denti.
Li ammiro davvero, perché io non ci riuscirei. So fare solo una cosa alla volta. Li ammiro, dicevo. E quando posso li aiuto.
Ma se poi qualcuno crede di approfittarsene, e si comporta come se tutto gli fosse dovuto, beh, allora non mi sta più bene. Anche perché se uno lavora, e guadagna, può anche comprarseli, i libri. O almeno chiederli gentilmente, e non come se prestarli fosse un dovere, come se chi studia e basta fosse investito dell’obbligo morale di aiutare chi lavora.
In altre parole, non mi piace chi mi fa sentire uno stronzo se per qualsiasi motivo non posso dargli una mano.




