Ed incredibilmente, una botta di culo risolleva il post di cui sotto.
Sembra che la banca mi abbia accreditato un bel po’ di soldini per titoli scaduti (chi sa poi quali, nonostante un brillante 30 in economia, di titoli, azioni und obbligazioni, ancora capisco poco).
E insomma, sembra che grazie al suddetto accredito, nulla sia da temere per la mia situazione economica dell’immediato futuro. Tiro un sospiro di sollievo. Forse non c’era poi molto da temere nemmeno prima, ma avere le spalle un po’ più coperte non può che farmi bene.
E ora si riparte. Devianza aspetta.
Have a nice day.
Doveva arrivare una tegola prima o poi.
E così, i sindacati mi richiedono un (giusto, per carità) contruibuto per avermi fatto prendere i soldi che mi spettavano dopo il fallimento della ditta. Di quei soldi, quasi la metà se ne sono andati in tasse. E un altra fettina se ne va così. E non posso fare a meno di preoccuparmi di nuovo. Ho ancora un anno di università davanti. E poi?
Poi non lo so. Mi sento spiazzato, non riesco a vedere oltre. E i soldi sono quelli che sono. Per arrivare alla laurea basteranno appena. Bella roba preoccuparsi ora. Non è mica logico. Dopotutto non è che i soldi che devo ai sindacati cambino così tanto la faccenda. Ma comunque mi fa male. Mi fa male essere in questa condizione di totale incertezza, non poter fare un progetto, non riuscire a costruire nulla. Ho voglia di urlare. Di piangere. Di mandare a fare in culo chi mi ha lasciato questo maledetto mondo, e me stesso, perché non me ne sono accorto subito.
Sono stanco. E nonostante ciò devo ancora correre. Più degli altri, perché sono troppo indietro.
Player 1
La carriera deviante del videogiocatore prima e dopo Playstation.
Titolo interessante… Trattasi della mia tesina per l’esame di Devianza e Mutamento Sociale.
Peccato che non riesca a partire. Dovrei rivedere ExistenZ, tanto per cominciare. Riprendere in mano un po’ di libri. Nulla. Stamattina è di quelle nelle quali giri a vuoto. Ho provato a fare mille cose, non ne ho conclusa una. Ok, tempo di prendere fiato.
Una stradina stretta. Avanzo cauto in prima. Una macchina, in retromarcia, sta entrando in un box.
Passo.
SBRANG!
La simpatica signora alla guida, ha deciso, nel frattempo di ingranare la prima e di colpirmi sulla parte posteriore della fiancata. Scendo.
Signora: Eh, ma da qui non potevo vedere chi arrivava. Doveva stare più attento!
Kurai: veramente, signora, c’è poco da dire. Io passavo, con tanto di precedenza, e lei è uscita dal box e mi è venuta dentro…
Signora (urlando): EEEH, non è mica il caso di agitarsi, eh! Scambiamoci pure i dati, faccio denuncia all’assicurazione, non ci sono problemi. Ma non è il caso di dire che le son venuta dentro.
Mah. Roba da matti. Gente strana ce n’è davvero al mondo.